Ho studiato economia aziendale, ho lasciato il sud per costruire il mio futuro al nord e ho lavorato per diverse aziende. Era un percorso lineare, corretto, ma dentro di me sentivo che non era il mio vero compimento. Non mi sentivo completa, perché stavo costruendo qualcosa per altri, non per me stessa.
La perdita dei miei nonni ha segnato un momento molto profondo della mia vita. È stato come rendermi conto che alcune cose finiscono, ma ciò che ci hanno dato continua a vivere dentro di noi. Ho sentito il bisogno di creare qualcosa che avesse un significato reale, qualcosa che unisse ciò che sono stata, ciò che ho perso e ciò che stavo diventando.
Non è una fine, ma una chiusura che dà senso a tutto ciò che c’è stato prima. È il punto in cui finalmente torno a me stessa.
GiuSek nasce come un oggetto di extra lusso, ma allo stesso tempo è qualcosa di concreto, utile, che sostiene e custodisce qualcosa di prezioso. Questo rappresenta anche la mia visione: unire due mondi apparentemente opposti, quello del lusso e quello della funzionalità reale.
Il simbolo unisce quindi questi due significati: il cerchio è il mio percorso che si compie, il gancio è ciò che oggi mi permette di sostenere qualcosa che è veramente mio.
Non è solo un simbolo estetico. È la rappresentazione di una trasformazione personale, della continuità, dell’eredità e della scelta di creare qualcosa che mi rappresenti completamente.
Il cerchio si chiude, ma allo stesso tempo diventa il punto da cui tutto inizia davvero.
